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Topografia

Nello scorrere dei secoli villaggi, paesi e città subiscono le stesse vicende degli uomini, così hanno i medesimi pregi e svantaggi, al punto che le parti belle e brutte, si danno la mano per un eterno dualismo, ch’è la sostanza del nostro essere. Spesso per fattori naturali, tecnici e per fortunate combinazioni, talune strade nascono ad ampio respiro, mentre altre che hanno uguali meriti sono prive di sole, conservano l’originario aspetto saraceno e sembra che il progresso, abbia timore di introdursi tra quelle sporche disordinate cose, che con un po’di coraggio e buona volontà, potrebbero assumere la fisionomia decente e civile, idonea a non mortificare chi è costretto a vivervi quasi sempre, dalla nascita alla morte. Licata, come ogni antica città, non è riuscita a sottrarsi a tutti codesti fattori, quindi per stabilire un amichevole rapporto tra la nostra Città e coloro che gentilmente volessero visitarla, e per appagare la curiosità di coloro che hanno chiesto notizie sulle dimensioni di Licata, mostriamo alcune indicazioni topografiche assai elementari. Con la speranza che quelli che lo precedono e seguono, a levante e a ponente del nostro meraviglioso litorale, abbiano le migliori fortune.  Ecco una panoramica delle principali arterie che iniziando da via Palma e via Campobello, divise in svariate sezioni, intersecano la città con un abbraccio che dal cuore dell’immediata campagna, si proiettano fino al Mediterraneo, assumendo le seguendo denominazioni:Via Filippo RE CAPRIOTA, m 260—Corso SERROVIVA, m 520– Via Nazario Sauro, Viale 24 Maggio, m 180– Via principe di NAPOLI, m 320 e Via MARIANELLO, m 160.La larghezza di queste strade varia nelle medie: 10– 15– 20 metri:  Corso Roma, m 480, per 20; (in cima biforca con Via Architetto LICATA: m. 580, per 10); Corso Umberto I,m. 490 per 20, che all’inizio, con corso Vitt. Eman. III, m 410, per 8, incastonano l’asimmetrica piazza Progresso, che ospita il Palazzo di Città, (costruito dall’architetto Basile, in stile Liberty, dalla bianca bugnata pietra, e il monumento ai Caduti, della guerra 1915—18). 

Dalla piazza e dai corsi, le vie e le viuzze vanno ai quartieri alti e bassi con una ramificazione ora caotica, ora riposante come via Marconi , essa per due terzi si interseca con via Barrile, circa 130 metri, ai piedi della chiesetta della Madonna del Quartiere, dove c’era la torre dell’orologio, dell’antico secondo castello, (Nuovo o Casa Plana). Nello spazio, dove c’era uno dei più grandi depositi di zolfo della Sicilia, e attorno vi si trovano una quindicina di moderni edifici, ma nessun segno di verde o di spazio per giocarvi i fanciulli. Altre piazze principali, presenti in città sono: Piazza Vincenzo LINARES, ELENA, sant’ANGELO, DUOMO, Attilio REGOLO, GONDAR.Il centro storico, il cuore dell’antica Città è la tortuosa via sant’ANDREA, che tra il blocco di case di via CANNAROZZI e via ADAMO,ospitava il MUNICIPIO, e le principali case di allora. Le strade si snodano tra vicoli e cortili, fino a via LUNGA, che sfocia in via BARRILE, e di lì al mare. Appena al porto ecco l’imponente Faro della Marina, costruito dal signor Pietro Davanteri, verso il 1900, è una torre di circa 36 metri, i cui raggi vanno lunghi molte e molte miglia. Tra via san GIROLAMO e piazza A.REGOLO, si trova via DOMINICI (a vaneddra a’ galera) dove c’erano le carceri del regio castello, che insieme alle vie: FEDERICO, MARTINEZ, ADAMO, formano il Ghetto Ebraico.

Dal porto inizia il lunghissimo corso Argentina, che sfiora il lido Giummarella e ci conduce ai due ponti del Salso: uno porta al vasto quartiere “Oltre Ponte”, sezionato da ampie strade non tutte ordinate secondo un concetto igienico—moderno; l’altro in ferro serve le Ferrovie dello Stato . Ecco alcune strade del quartiere Oltre Ponte, che ancora non ha ottenuto la giusta valorizzazione; rettifilo GARIBALDI, 1160 metri, che con via GELA, si allaccia alla statale 115, litoranea, che preceduta dalle arterie cittadine, è il seguito della statale 123, che scende da Canicatti.

Oltre al porto principale, abbiamo quello-peschereccio, che aspetta la definitiva sistemazione con la speranza che vi sia costruito il villaggio dei pescatori, atteso da anni. Dalle spiagge più eccentriche, per via Marianello incontriamo la omonima riviera, la cui sabbia finissima e scogli ciclopici costeggiano il mare e i declivi ora freschi ora assolati, giungono fino a Mollarella. Da punti più elevati osserviamo il Mediterraneo, le colline, la pianura intersecata dalle statali e dalla ferrovia, in un quadro naturale e di operosa bellezza. La strada Panoramica della Montagna sembra sospesa sul mare, girando tra le moderne e antiche ville. (Aspettiamo futuri miglioramenti). Licata oltre che dalle ferrovie dello Stato, è servita da una vigorosa rete di grandi auto-corrieri. Durante la bella stagione migliaia di macchine provenienti dai paesi limitrofi, affollano le spiagge e i luoghi più impensati, portando in città una imponente varietà di forestieri. (Certo il turismo organizzato, e le sane industrie sono il polmone vitale di ogni paese civile). Sulla fascia del porto si trovano secolari agenzie marittime, come La Dogana, che, prima che Licata fosse unita per mezzo della Ferrovia, imbarcava e sbarcava passeggeri, la Capitaneria di Porto, il mercato ittico e negozi di forniture navali. Le Scuole Elementari Statali formano tre Circoli Didattici; le medie sono: “ La De Pasquali”, “La Bonsignore”, e “ La Marconi”; c’è il “Liceo Ginnasio V. Linares”, “l’Istituto Tecnico per ragionieri e geometri”, “L’Istituto professionale statale per l’Industria e l’Artigianato”, posto nell’ex “Casa del mietitore”e l’Istituto Magistrale “Vittorino da Feltre”. Ritrovi ed associazioni sono sparsi ovunque: il più famoso ed antico è il “Circolo Progresso”; il “Goliardico”, l’Associazione marinai d’Italia, e infine Circoli e Leghe Artigiane, di tutte le categorie sociali. Caffè e sale da barba, si osservano anche nelle vie secondarie. Negozi di abbigliamento, di elettrodomestici, generi alimentari, al minuto e all’ ingrosso, sono negli angoli più ascosi della città.Il pesce fresco, specialità del mare di Licata, si trova ovunque in vendita o dagli ambulanti o presso le varie “Case del Pesce”. L’attrezzatura sportiva è scarsa: appena efficiente è il campo sportivo “Dino Liotta”, situato nel quartiere Africano, accanto all’edificio del Liceo-Ginnasio. Poche sono le palestre, mancano invece le piscine, pur avendo il mare in casa..