Situata sulla costa meridionale della Sicilia e delimitata a sud dal Mar Mediterraneo ed a nord da colline che, ad arco, racchiudono la pianura alluvionale del fiume Salso (l'antico Himera), Licata è una grande città dell’Agrigentino. La presenza del fiume, che rappresentava una naturale via  per accedere all’interno dell’isola, la fertilità del suolo, il clima tipicamente mediterraneo e la collocazione geografica hanno favorito l’insediamento di civiltà nel corso dei secoli. Il suo territorio fu abitato fin dall’era preistorica (Paleolitico superiore). Le origini della città, invece, affondano le radici nel III secolo a.C. Tradizionalmente si indica col 282 a.C. la data della sua fondazione attribuita al tiranno di Agrigento, Finzia, che, distrutta Gela, avrebbe trasferito qui, i superstiti dell’assedio. Nel 310 a.C. nei pressi del monte Eknomos (oggi monte Sant’Angelo), Agatocle, tiranno di Siracusa fu sconfitto dai Cartaginesi. Nel 256 a.C. nelle sue acque, venne combattuta una importante battaglia che vide la vittoria di Caio Attilio Regolo sulla flotta Cartaginese, dando via in tal modo alla conquista romana nel Mediterraneo. Durante il periodo romano la città è un notevole e fiorente centro commerciale. Il nome di Licata nei vari secoli ha avuto una sua particolare evoluzione. Col nome di Linbiyadh venne indicata dal geografo Edrisi (1154) nel libro di Re Ruggero nel quale l’autore la descrive come paese “popoloso”. Successivamente e per tutto il Medio Evo venne chiamata Alicata (dal fiume Alico). Già in età normanna appare il nome “Licata” che si è mantenuto fino alla forma attuale. Nel 1234 per la sua fedeltà fu insignita dal Re Federico II di Svevia del titolo di Dilettissima . Il re Alfonso I nel 1447 le diede anche quello di Fedelissima.

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L’ 11 Luglio 1553 la città venne assalita e saccheggiata dal pirata Dragut che per sette giorni la distrugge quasi completamente. Nel 600 e nel 700 Licata divenne una città ricca e fervida: la ripresa è ampia, anche se osteggiata dalla peste; la ricostruzione delle mura, dei bastioni si completa in poco tempo, i borghi si espandono rapidamente. La città, in questo periodo, si arricchisce di magnifici complessi architettonici: il convento di San Francesco,la chiesa di Sant’Angelo, di San Salvatore, del Carmine. Nel 1820 Licata insorse contro i Borboni, partecipando ai moti insurrezionali. Sbarcato Garibaldi in Sicilia, la città aderì al grande movimento di liberazione. Menotti e Garibaldi insieme a Nino Bixio fu ospitato nel sontuoso palazzo del marchese Cannarella nella notte del 20 luglio 1860.

Tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento si assiste ad una notevole espansione economica della città dovuta al commercio ed alle attività legate all’estrazione ed alla raffinazione dello zolfo. Licata nel 1930, vantava la più grande raffineria di zolfo d’Europa. Nel 1922 si insedia alla guida della città, il governo fascista. Il 10 Luglio 1943 sbarcano a Licata le truppe della settima armata americana, decretando, in tal modo la fine del Fascismo.

Il dopoguerra vide una terribile depressione economica che investì tutta la città, dovuta alla crisi dello zolfo. Oggi Licata gode di una discreta economica grazie all’agricoltura ed in particolare alle colture dei primaticci e alla pesca.