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Minafria

La presenza dei Minafria a Licata si deve a Ruggero Monafres, cavaliere di re Mertino, che nel 1395 ricoprì la carica di castellano a Licata. Egli ricevette in dono il feudo di Bifara e Favarotta dalla nipote becta, che n’era venuta in possesso nel 1408 alla morte del marito Berengario Villardit. Il feudo si estendeva per 765 salme, era molto fertile, fornito d’acqua, pascoli ed era bagnato dal fiume Salso; inoltre vi erano inserite 30 case con 65 abitanti. Nel 1425 Ruggero donò metà del feudo al nipote Giovanni Singarella, che ricevette conferma dal re Alfonso nel 1426. Altri eredi in ordine di tempo furono: Nicolò Giovanni, Bartolomeo e Andrea Minafria con il quale il feudo tornò ad unificarsi nel 1529. Andrea Minafria rappresentò la città di Licata al parlamento generale di Sicilia che nel 1537 si tenne a Messina; morì senza lasciare eredi nel 1563 e fu sepolto nella chiesa del Carmine a Licata. Sua sorella, donna Palma Minafria, sposò il cavalier Ludovico Buglio, nobile licatese. Il feudo nel 1563 fu ereditato da Andrea Minafria fu Antonio, morto anch’egli senza eredi. Nel 1582 gli successe Andrea Buglio e Minafria, figlioli Palma Minafria. Suo figlio, don Mario Buglio e Minafria, lo ricevette nel 1605. Egli, primo marchese della Bifara, nel 1674, donò metà del feudo della Favarotta al figlio Francesco Vincenzo in occasione del suo matrimonio con Raffaella Scammacca Gravina. Con questo ultimo si terminò il soggiorno dei Minafria a Licata, essendosi estinto il ramo Principale; altri eredi si trasferirono a Palermo e a Catania. Il palazzo signorile della famiglia Minafria a Licata si trova in fondo al Corso Vittorio Emanuele, angolo Via Martinez ma, essendo stato completamente manomesso, oggi poco rimane del fasto originario.