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Liberty

Protagoniste del nostro breve itinerario sono le notevoli opere di architettura in stile Liberty presenti sul territorio licatese. Col nome di Liberty si designa, in Italia un indirizzo di gusto relativo all’architettura e alle arti figurative ed applicate che può essere situato cronologicamente tra l’ultimo decennio del secolo scorso ed il primo del novecento. Si tratta di uno di quei vasti fenomeni di gusto che coinvolge contemporaneamente tutti i paesi dell’area occidentale. Come altri movimenti artistici e culturali esso presenta la caratteristica di essere stato designato con grande varietà di termini. Se in Italia, si ricorre alla terminologia Liberty per indicare questo periodo, in altre parti d’Europa si parla di “Art Nouveau, Modern Style ed ancora Jugend Stil”.

Sempre in Italia, inoltre si parla anche di stile floreale. L’etichetta di Liberty circolante in Italia viene dal nome di una ditta inglese fondata da Arthur Lasemby Liberty nel 1875, che verso la fine del secolo diffuse prodotti particolarmente conformi al nuovo gusto(spille, anelli ed altri articoli del genere).

Nella tematica Liberty i tratti stilistici più salienti consistono in linee fluide variamente contorte ed attorcigliate, in movimenti sinuosi ed ondulati. Tra la fine dell’ottocento ed i primi del novecento si assistette ad una trasformazione urbanistico—architettonico della città che la rende più moderna. A Licata, come a Palermo si assistette alla creazione di raffinati edifici in stile floreale, grazie al gusto, al desiderio di prestigio di una classe borghese che si afferma in seguito a fiorenti attività commerciali.

La presenza di alcune di alcune importanti raffinerie di zolfo, l’attività portuale, la produzione agraria permisero alle famiglie più ricche di promuovere e finanziare la costruzione di dimore e ville signorili. Sulla “Montagna” da Monserrato a Monte Sole, sorsero le bellissime residenze dei Sapio, degli Urso, dei Verderame, dei Bosa e della borghesia più affermata. In particolare la villa Sapio–Rumbolo del 1902 opera del progettista locale Filippo Re Grillo appare pregevole per l’arioso loggiato con archi a tutto sesto, esplicito riferimento all’architettura fiorentina del 400-500 e per gli interni decorati dal pittore Salvatore Gregoretti il quale lavorò a più riprese a Licata.

Villa Urso del 1907, oggi in evidente stato di abbandono, alla cui ristrutturazione lavorò, il padre del liberty siciliano Ernesto Basile che ne modificò la struttura, creando una torre–lanterna poggiata sul fronte orientale dell’edificio, è caratterizzata nella parte superiore da trifore colonnate e da una copertura a spioventi che reca sulla sommità una cuspide in ferro battuto. Molto bello è il loggiato colonnato e a vetri. Di pregevole fattura appare il cancello in ferro battuto dai tratti sinuosi ed ondulati opera, pare, dello stesso Basile. La villa Verderame oggi Bosa del 1916 edificata in località Montesole presenta una loggia a due livelli sovrapposti ed una torre che richiama sommariamente la tecnica del Basile.Anche nel cuore della città si costruirono edifici in stile Liberty dovuti all’iniziativa sia pubblica che privata, come la casa Re–Grillo in piazza Elena, il palazzo di Roberto Verderame di piazza Progresso (oggi Verderame—Navarra), il palazzo Verderame (oggi Vitello) di corso Roma, la villa Re–Grillo di S. Maria. Lo stesso Basile fu incaricato dalla Municipalità di progettare la torre dell’orologio civico, in cui il teme del verticalismo caro agli artistiLiberty , si appaga in una eleganza e squisitezza di linee rese ancora più pure dalla gabbia in ferro battuto creata per reggere le antiche campane. Ancora al padre del Liberty siciliano, si deve la nuova sede della Congregazione di Carità, costruita accanto alla torre civica dell’orologio, destinata poi a sede del Palazzo municipale, in cui l’artista riesce a fondere le tematiche dell’Art Nouveau e le suggestioni neoclassiche e gotiche. Di notevole pregio, ma quasi del tutto sconosciute anche agli stessi licatesi, sono le decorazioni, eseguite da Salvatore Gregoretti di palazzo Verderame in corso Roma, dove splendidi arazzi, squisite vetrate, porte scolpite, soffitti dipinti e cassettonati testimoniano i temi cari agli artisti Liberty. In un tripudio decorativo si notano, movimenti sinuosi ed ondulati; in mezzo, al picchettio pullulante dei fiori, appare la stilizzazione lineare della figura femminile flessuosa ed elegante.