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Celestri

La famiglia Celestri, originaria della Francia, si stabilì in Sicilia con Don Piero, R. Milite al seguito degli Aragonesi. Michele figlio di Manfredi, fissò la propria dimora a Licata avendo sposato donna Margherita Pancalio; nel 1508 assunse la carica di R. Secreto della città. Dal matrimonio di Pietro II, figlio di Michele, con Beatrice Calì di Licata nacque Giovanbattista, che divenne avocato. Egli nel 1587 si meritò la carica di giudice del Concistoro, nel 1592 quella di giudice della R. corte, nel 1597 fu chiamato da Filippo II in Spagna dove elaborò il concordato con la Santa Sede e per i suoi meriti ottenne il titolo di Marchese di S. Croce. Ritornato in Spagna per volere di Filippo III, ricevette la carica di Reggente del Supremo Consiglio d’Italia e sempre memore del suo paese d’ origine fece assegnare dalla Real Corte un sussidio di 100 onze per il restauro della chiesa di S. Maria di Gesù di Licata. Mori in Spagna nel 1610. Questa nobile famiglia ha dato alla città di Licata illustri cittadini che si sono  distinti come diplomatici, guerrieri e religiosi. Nel 1565 frate Michele e frate Vespasiano morirono per difendere Malta e dopo la morte furono straziati dai Turchi. Ricoprirono la carica di giurati di Licata: Don Guglielmo Celestri nel 1648, Don Arcangelo Celestri nel 1649 e Don Filippo Celestri nel 1742. Quest’ ultimo fu nominato anche governatore dell’Ospedale e nel 1761 governatore della città; inoltre, divenne membro dell’Accademia dell’Arcadia, fondata a Licata nel 1765, e fu ammirato per le sue piacevoli rime. Suo figlio Don Angelo, insigne Arcade, sotto lo pseudonimo anagrammatico di Gelone Castrolindo, compose un poema storico intitolato << La storia dello scompiglio lacrimevole che si ebbe a Licata nel Giugno del 1734 >>, allorché alcuni pezzi d’artiglieria furono trasferiti a Siracusa dal castello Limpiados di Licata. I Celestri a Licata si distinsero per la loro munificenza verso le istituzioni pubbliche e le chiese, soprattutto quelle di Sant’Angelo e del Carmine, dove venivano seppelliti i loro defunti. La famiglia Celestri è presente ancora oggi a Licata nel ramo Fregiato del titolo di cavaliere, il blasone, invece, è nel palazzo signorile di Palermo, dove si trova il ramo principale della casata. Del palazzo secentesco dei Celestri di Licata rimane soltanto il portale di Via Collegio che nella sua bellezza e maestosità regge nel concio in chiave lo stemma della famiglia <<Una mezzaluna in campo azzurro >>.