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Adonnino

Gli Adonnino provenienti dalla Spagna, erano presenti a Messina nel XVII secolo. Il ramo licatese fu originario di Palermo, si trapiantò a Licata nel 1778 con Giovanbattista Adonnino, Signore dei feudi di Canticaglione maggiore, Canticaglione minore e Finocchiara, in territorio di Licata, investito del titolo di signore di Pileri il 17 agosto 1765. Suo zio Andrea Adonnino, duca di Monserrato, aveva comprato dal collegio di Maria di Licata il titolo di duca della Catena, sposò donna Carmela Trigona, figlia del barone Benedetto di Piazza Armerina e morì a Licata il 30 novembre 1770. Nel 1778 Giovanbattista Adonnino sposò Francesca Frangipane Celestre e abitò prima nell’ antico palazzo di don Palmerio Serrovira, duca della Catena, attiguo alla chiesa di Santa Caterina e poi nel palazzo Frangipane, il maggiore, presso la Porta Grande. Da donna Francesca ebbe quattro figli: Francesco, che si investì del titolo di conte, Concetta, Cristina e Giovanni, che si investi del titolo di cavaliere. Giovanbattista Adontino si distinse nella difesa della città dagli attacchi di flotte barbaresche turche, guadagnando a Licata il titolo di Conte Senatoriale. Il 12 gennaio 1848  i rivoltosi antiborbonici occuparono il Castel San Giacomo. Venne arrestato il castellano Brancaccio e in quell’ occasione il comando del castello venne affidato al Conte Francesco Adonnino. Gli Adonnino, così come i Frangipane, non parteciparono all’ insurrezione, timorosi di una svolta repubblicana nell’ isola. Nel 1889, quando la Camera dei Deputati approvò la nuova legge elettorale, Giovanni Adonnino, assieme ad altri sette licatesi, propose la cancellazione della legge che fu accolta dal Consiglio Comunale.

Il palazzo Adonnino è sito in Corso Vitt. Emanuele e presenta diverse aperture tra le quali due grandiosi portale. L’epoca di costruzione è imprecisata, forse quattrocentesca, ma nel XVII secolo è stato profondamente ristrutturato, trasformato e ampliato con introduzione di decisi elementi barocchi. Il materiale usato per la costruzione dei due portali è la pietra di Comiso.